News – infettivologia

Per quanto tempo è efficace la vaccinazione contro l'HBV?

infettivologia 12-07-2015 06:28 Letture: 7516

In soggetti vaccinati da adulti che lavorano in ambito sanitario non sembra necessario, dopo il ciclo primario, somministrare una dose di richiamo di vaccino per il virus dell'epatite B.

Terapia dell'epatite C: una revisione sistematica

infettivologia 12-04-2015 06:28 Letture: 6718

Una revisione sistematica della letteratura ha analizzato l'efficacia della terapia per l'epatite cronica C.

Herpes zoster: quali sono i fattori di rischio?

infettivologia 15-02-2015 06:28 Letture: 4395

Numerosi sono i fattori di rischio per l'herpes zoster, tra cui l'età avanzata, le malattie ematologiche e le condizioni che deprimono il sistema immunitario.

Gestione ambulatoriale dell'anafilassi post vaccinazione

infettivologia 13-10-2014 23:27 Letture: 4139

La Società Italiana di Pediatria SIP, FIMP, SIMEUP e SItI hanno realizzato un poster sulla Gestione ambulatoriale dell’anafilassi dopo vaccinazione aggiornato a settembre 2014.

Rischio di morte cardiaca con claritromicina e roxitromicina

infettivologia 26-10-2014 06:28 Letture: 4063

Alcuni farmaci della classe dei macrolidi sono noti per interferire con la corrente ritardata del potassio, con conseguente accumulo degli ioni potassio nei miociti cardiaci e, quindi, ritardata depolarizzazione cardiaca. Evidente all’ECG come prolungamento dell’intervallo QT, questo meccanismo è ritenuto sottostare all’aumentato rischio di torsione di punta con i macrolidi. Sebbene numerosi case reports e reports spontanei supportino questo concetto, è ancora limitata l’evidenza dagli studi controllati per confermare e quantificare un potenziale auento degli eventi cardiaci gravi. Due studi di coorte dei beneficiari del Medicaid US hanno riscontrato un aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa e di morte cardiovascolare con eritrocina ed azitromicina, rispettivamente. Entrambi gli studi hanno riportato un amento del rischio nel periodo dell’uso corrente di questi antibiotici, supportando, quindi, un meccanismo di tipo acuto. Mentre questi studi sono stati realizzati in coorti a basso rischio cardiovascolare basale, un recente studio di coorte basato su popolazione di giovani e di adulti di media età a basso rischio basale non ha riscontrato un significativo incremento del rischio di morte cardiovascolare con azitromicina. Il rischio cardiovascolare associato all’esposizione ai macrolidi tranne l’eritromicina e l’azitromicina è poco noto, fatta eccezione per un piccolo studio tedesco caso-controllo teso a valutare l’associazione tra morte cardiaca e claritromicina. Come l’eritromicina, la claritromicina è metabolizzata dal citocromo P450 3A, generando, pertanto, il potenziale per un’interazione farmacologica con altri farmaci che interferiscono con questo enzima. La roxitromicina, metabolizzata dallo stesso enzima, sembra essere meno suscettibile alla inibizione del citocromo P 450 3 A.

Ebola estate 2014: le conoscenze essenziali per il medico pratico

infettivologia 28-08-2014 08:09 Letture: 4769

La parotide sfida il medico

infettivologia 14-12-2014 06:28 Letture: 5196

Uno studio suggerisce che in molti casi di parotite entrano in gioco virus diversi dal paramixovirus.

La malattia di Lyme

infettivologia 07-09-2014 06:28 Letture: 3886

Una breve sintesi sulla diagnosi e sul trattamento della malattia di Lyme.

Azitromicina: più benefici che rischi nel trattamento della polmonite degli anziani

infettivologia 31-08-2014 06:28 Letture: 5777

Sebbene le linee guida di pratica clinica raccomandino la terapia combinata con macrolidi, compresa l’azitromicina, come terapia di prima linea in pazienti ospedalizzati con polmonite, recenti ricerche suggeriscono che l’azitromicina potrebbe essere associata ad incremento di eventi cardiovascolari.

Uso di antibiotici per la bronchite acuta

infettivologia 10-08-2014 06:28 Letture: 8448

La bronchite acuta è una malattia respiratoria con sintomo predominante la tosse, che dura meno di tre settimane. Per più di 40 anni i trials hanno dimostrato che gli antibiotici non erano efficaci nella bronchite acuta. Nonostante ciò, tra il 1980 e il 1999, il tasso di antibiotici prescritti per la bronchite acuta era tra il 60% e l’80% negli USA. Durante gli ultimi 15 anni, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha fatto molti sforzi per ridurre la prescrizione di antibiotici per la bronchite acuta. Dal 2005, una misura della Health Care Effectiveness Data and Information Set (HEDIS) ha stabilito che il tasso di prescrizione di antibiotici per la bronchite acuta avrebbe dovuto essere uguale a zero.