Coronavirus: due studi sul remdesivir
infettivologia
31-05-2020 06:28 · Letture: 19516
Il New England Journal of Medicine pubblica due studi sul remdesivir nel trattamento della COVID-19
Il primo studio è già stato sommariamente sintetizzato in una pillola precedente.
Si tratta dello studio denominato ACTT-1, di tipo randomizzato e controllato [1].
Sono stati arruolati 1063 pazienti affetti da COVID-19, trattati con remdesivir endovena (dose di carico di 200 mg il primo giorno, seguita da 100 mg/die per altri 9 giorni) oppure placebo.
L'endpoint primario era il tempo di risoluzione (definito come tempo necessario per la dimissione dall'ospedale).
La durata media di ricovero fu di 11 giorni con remdesivir e di 15 giorni con placebo.
La mortalità al 14° giorno fu del 7,1% nel gruppo remdesivir e del 11,9% nel gruppo controllo (HR 0,70; 95%CI 0,47-1,04).
Eventi avversi gravi si sono verificati nel 21,1% del gruppo trattato e nel 27% del gruppo placebo.
Questo studio purtroppo aveva come endpoint primario un esito surrogato (il tempo di remissione dalla malattia). La mortalità era un endpoint secondario: anche se nel gruppo rendesivir si ebbe una mortalità ridotta del 30% il dato non risultava statisticamemte significativo (anche lo fosse stato, trattandosi di un outcome secondario, il risultato andrebbe interpretato con prudenza).
Il secondo studio è un trial randomizzato in aperto in cui sono stati arruolati 397 pazienti affetti da COVID-19 grave che però non necessitavano di ventilazione meccanica, trattati con remdesivir per 5 oppure per 10 giorni [2].
L'endpoint primario era lo stato clinico valutato al 14° giorno.
Si è evidenziato che non vi erano differenze tra i due regimi di terapia.
Questo studio non aveva un gruppo controllo con placebo per cui non è possibile determinare la reale efficacia del farmaco nel trattare la COVID-19.
Come si vede entrambi gli studi permettono solo delle conclusioni preliminari, in attesa di altri trial con maggiore casistica che valutino l'endpoint più importante, cioè la mortalità .
Molti esperti sostengono che alla fine si arriverà a stabilire che il trattamento della COVID-19 dovrà basarsi su un cocktail di farmaci: uno o più antivirali, un antinfiammatorio che agisca inibendo le interleukine (per contrastare la tempesta citochinica) e un anticoagulante (come profilassi/trattamento dello stato di ipercoagulabilità provocato dal SARS-CoV-2). Il tutto associato eventualmente a plasma iperimmune o immunoglobuline specifiche.
Sarà così? Seguire il metodo scientifico è la via maestra, e la via maestra ci dice che bisognerà attendere ancora.
Renato Rossi
Bibliografia
1. Beigel JH et al. for the ACTT-1 Study Group Members. Remdesivir for the treatment of COVID-19 - Preliminary Report. N Engl J Med. Pubblicato online il 22 maggio 2020.
2. Goldman JD et al for the GS-US-540-5773 Investigators. Remdesivir for 5 or 10 Days in Patients with SEvere COVID-19. N Engl J Med. Pubblicato online il 27 maggio 2020.