News – scienze_varie
Pseudogeni: chi sono costoro?
Sole e Sclerosi Multipla
Il tabagismo puo' avere un substrato genetico
Folati e sindrome di Down
Vaccino contro il virus Ebola
Alcuni cervelli declinano più rapidamente di altri
Svelare i misteri dell'invecchiamento del cervello è uno dei principali obiettivi delle neuroscienze, soprattutto visto l'aumento della popolazione anziana e l'ovvio desiderio di conservare la funzionalità cerebrale più a lungo possibile. Ora un team di ricercatori del Children's Hospital e dell'Harvard Medical School di Boston ha scoperto un tipo di impronta genetica associata con l'invecchiamento cerebrale che potrebbe contribuire al declino cognitivo legato alla vecchiaia. Lo studio, pubblicato dalla rivista "Nature", è stato anticipato online il 9 giugno 2004.
RNA nella cura delle malattie ereditarie
Per la prima volta, alcuni ricercatori hanno usato piccole molecole di RNA impacchettate all'interno di virus per curare topi con una malattia ereditaria. Il risultato potrebbe condurre presto verso trial clinici sugli esseri umani basati sull'interferenza dell'RNA (RNAi).
La corea di Huntington e l'atassia spinocerebellare (SCA) sono malattie ereditarie, dovute a una proteina difettosa, caratterizzate da degenerazione nervosa, perdita di coordinazione e spasticità . Rimuovere la proteina tossica è un compito difficile che gli attuali farmaci non sono in grado di eseguire. L'RNAi invece potrebbe esserne in grado, in quanto può portare fuori strada lo specifico RNA messaggero (mRNA) che contribuisce a produrla.
E' un enzima il responsabile della tolleranza alla Nitroglicerina
Studi hanno dimostrato che l’aldeide-deidrogenasi mitocondriale ( ALDH-2 ) svolge un ruolo centrale nel processo di biotrasformazione in vivo della Nitroglicerina ( GTN ) e che la sua inibizione è responsabile della tolleranza.Tuttavia rimane da chiarire il grado con il qaule ALDH-2 contribuisce alla tolleranza ai nitroderivati e alla tolleranza incrociata.
Le cellule della milza possono produrre insulina
Una cura per il diabete potrebbe essere più vicina, dopo che alcuni scienziati hanno scoperto che alcune cellule della milza possono trasformarsi in cellule produttrici di insulina. I ricercatori sono stati in grado di arrestare e persino di invertire il decorso della malattia nei topi. Il risultato è importante soprattutto per i pazienti con diabete di tipo 1, che necessitano di iniezioni di insulina per sopravvivere.