News – scienze_varie
Antibiotici nei bambini e rischio di artrite giovanile
La disregolazione del microbioma umano è stata implicata nello sviluppo di alcune malattie autoimmuni, comprese l’artrite reumatoide e le malattie infiammatorie intestinali (IBD). Inoltre, l’esposizione agli antibiotici è stata correlata allo sviluppo di IBD nei bambini.
Poliposi nasale: trattamento medico o intervento chirurgico?
Secondo una revisione Cochrane in base agli studi attuali non è possibile stabilire quale sia il miglior trattamento per la poliposi rinosinusale.
I premi Ig Nobel 2014, ecco i vincitori
Come tutti gli anni, ad Harvard, sponsorizzata dalla rivista Annals of Improbable Research sono stati assegnati i premi Ig Nobel (comunemente detti Ignobel), dedicati alle piu' improbabili, insignificanti, assurde e risibili ricerche pubblicate su riviste scientifiche. Quelle che, secondo i diplomatici organizzatori, "prima fanno sorridere, e poi riflettere".
L' edizione del 2014 ha premiato clamorosamente l' Italia, che porta a casa l' Ignobel per l' Arte e quello, prestigioso, per l' Economia.
Ipoglicemia da tramadolo
Il tramadolo idrocloride è un analgesico, oppioide debole, il cui uso è aumentato nel mondo intero. Recentemente, alcuni reports spontanei hanno suscitato preoccupazione per una presunta associazione con un aumentato rischio di ipoglicemia. In uno studio di farmacovigilanza, la ipoglicemia indotta da tramadolo si era presentata rapidamente dopo l’inizio, entro i 10 giorni di trattamento. Inoltre, non vi erano fattori di rischio noti per diabete mellito in più del 40% dei report.
L’ipoglicemia è un grave evento clinico che è stato associato ad un elevato tasso di morte in pazienti diabetici. Inoltre, un’ipoglicemia profonda e prolungata può causare morte cerebrale ed aritmia cardiaca fatale. E’ biologicamente plausibile che il tramadolo possa indurre ipoglicemia per un suo duplice effetto sui recettori oppioidi μ e attraverso l’inibizione della ricaptazione della serotonina-norepinefrina.
La decisione clinica nel singolo paziente: dal rapporto rischio-beneficio al bilancio danno-benefici
Una recente review della rivista Prescrire affronta la tematica del “rapporto rischio/beneficio”, sia sul piano concettuale che operativo.
Lavare immondizia con acqua potabile. Quasi un delitto!
Si sta generalizzando il meccanismo di scaricare sul cittadino impegni ed oneri che toccavano agli Enti Pubblici. E' eclatante l' obbligo di lavare i propri rifiuti con acqua potabile prima di avviarli alla raccolta differenziata. Ma ci siamo resi conto che si spreca (a spese del contribuente) un bene prezioso di cui siamo gia' scarsi?
E' un metodo surrettizio per quadrare i conti e ritassare gli utenti?
Anticolinergici e funzioni cognitive e fisiche negli anziani
I farmaci anticolinergici sono comunemente prescritti per un’ampia varietà di condizioni mediche. E’ stato stimato che al 20-50% degli anziani è stato prescritto almeno un farmaco con proprietà anticolinergiche. E’ stato, altresì, raccomandato di evitare la prescrizione inappropriata di anticolinergici per l’ampio spettro di effetti centrali quali vertigini, sedazione, confusione, in aggiunta incremento del delirio, effetti che causano un declino delle funzioni cognitive e fisiche. Sono anche comuni gli effetti avversi di tipo periferico riportati, quali secchezza della bocca, degli occhi, stipsi, visione offuscata ed aumento della frequenza cardiaca.
La maggior parte dell’evidenza precedente si è focalizzata sula relazione tra farmaci anticolinergici e funzioni cognitive; farmaci anticolinergici riconosciuti dalla scala ACB (anticholinergic cognitive burden) sono stati recentemente correlati con un declino aggiuntivo di 0,33 punti dello score della Mini-Mental State Examination (MMSE) entro due anni, con un incremento di due volte del danno cognitivo con un uso di 60-90 giorni e con un 50-80 % di incremento del rischio di danno cognitivo entro 6 anni. Un declino delle funzioni cognitive e la diagnosi di danno cognitivo medio sono associati ad una progressione verso la demenza entro 5 anni, il che rende la prevenzione primaria e l’evitamento dell’uso di farmaci anticolinergici, laddove possibile, di significativa importanza come strategia per proteggere contro il declino cognitivo persistente. Il danno cognitivo limita l’indipendenza e la qualità di vita, incrementa il rischio di caduta, la morbilità e riduce le funzioni fisiche negli anziani.
Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha condotto una revisione scientifica dei dati di sicurezza e di efficacia dei medicinali contenenti ketoprofene per uso topico, a seguito delle segnalazioni di reazioni avverse di fotosensibilizzazione e di cosensibilizzazione con l’octocrilene (filtro UV).
Revisione dell’EMA dei medicinali contenenti idrossizina
L’idrossizina è un farmaco autorizzato con procedure nazionali nei 22 Stati membri dell’UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito) oltre la Norvegia e l'Islanda. E’ un farmaco antagonista del recettori H1 utilizzato nel trattamento a breve termine di stati ansiosi, dermatiti allergiche accompagnate da prurito, stati di agitazione, preparazione agli interventi chirurgici, nausee e vomiti post-operatori, come coadiuvante delle allergie sistemiche (malattia da siero, anafilassi) e per le reazioni avverse conseguenti a trasfusioni. Gli effetti farmacologici dell’idrossizina sono da correlare alla sua azione sulla muscolatura liscia bronchiale e vasale. E' utilizzato generalmente per uso orale o, a volte, per iniezione sotto vari nomi commerciali, tra cui Atarax. Precedenti studi hanno valutato il profilo di tossicità cardiovascolare dell’idrossizina, riscontrando l’insorgenza di ipotensione, tachicardia (compresa la tachicardia sopraventricolare) sia in pazienti adulti che in pazienti in età pediatrica. Recentemente è stato ipotizzato un meccanismo alla base dell’effetto pro-aritmico. In particolare, è emersa la capacità dell’idrossizina di legarsi alla tirosina in posizione 652 del canale del potassio hERG, determinandone un blocco tempo e concentrazione dipendente e relativo prolungamento della durata del potenziale d’azione di circa il 90% e conseguenti aritmie.
L'EMA inizia la revisione dei medicinali contenenti ibuprofene
L’ibuprofene è un medicinale antidolorifico e anti-infiammatorio, che agisce bloccando un enzima chiamato ciclossigenasi, che produce prostaglandine, sostanze coinvolte nel processo infiammatorio e nel dolore. L'ibuprofene si trova in medicinali utilizzati per trattare il dolore, l’infiammazione e la febbre.
La dose abituale per gli adulti e i bambini sopra i 12 anni di età è di 200-400 mg, 3 o 4 volte al giorno se necessario.
L'ibuprofene è presente in medicinali come miscela di due molecole enantiomeriche (immagini speculari l'uno dell'altro). Il dexibuprofen, l'enantiomero attivo, a volte è disponibile da solo.
L’Ibuprofene e il dexibuprofen sono attualmente disponibili nell'Unione Europea (UE) in molteplici diverse formulazioni. La maggior parte delle formulazioni sono per uso sistemico. L’Ibuprofene e i medicinali contenenti dexibuprofene sono stati autorizzati nell'UE tramite procedure nazionali e sono disponibili da molti anni in una vasta gamma di prodotti commerciali. Sono disponibili su prescrizione medica e da banco.