Le mani arrossate della professoressa - Prima parte

casi_clinici
21-02-2024 19:06 · Letture: 21744
Eleonora è una professoressa di liceo (insegna matematica e fisica) di 52 anni che ha, in anamnesi patologica remota, una frattura costale traumatica e un ricovero per intervento di colecistectomia laparoscopica per calcolosi della colecisti. Da alcuni mesi lamenta astenia e malessere generale. Il medico curante non rileva nulla di patologico e prescrive alcuni esami di laboratorio che risultano normali. In particolare non anemia, glicemia, creatinina, AST e ALT normali. Quando porta il referto al medico la professoressa riferisce che spesso le dita delle mani diventano rosse (soprattutto quando fa freddo) e dolenti e ritornano normali dopo 5-10 minuti. “Si tratta del fenomeno di Raynaud†spiega il medico “in una piccola percentuale di casi è dovuto a qualche malattia, per questo le faccio fare ulteriori analisiâ€. I risultati sono disponibili dopo alcuni giorni: la VES è appena aumentata, la PCR è normale, il Fattore Reumatoide e gli ANA sono negativi. Il medico tranquillizza la paziente e consiglia solo di evitare l’esposizione al freddo. Il mese successivo Eleonora consulta un oculista perché si sente gli occhi sempre “secchiâ€, come avesse della sabbia. L’oculista diagnostica una congiuntivite bilaterale (dovuta probabilmente all’uso eccessivo del computer) e prescrive un collirio a base di vasocostrittore, con scarso beneficio. Dopo qualche tempo la paziente ritorna dal medico perché a livello degli arti inferiori sono comparse delle macchie rosse delle dimensioni di circa 1 centimetro. “È una porpora†dice il curante “però lei non prende anticoagulanti: dobbiamo vedere se c’è qualche causa sottostanteâ€. Vengono eseguiti emocromocitometrico, PT, PTT, fibrinogeno, ANA, Fattore Reumatoide. Gli esami risultano normali a parte una lieve positività per il Fattore Reumatoide e la presenza di modesta proteinuria, anche la VES permane lievemente elevata. Il medico richiede una consulenza reumatologica, ematologica e nefrologica. Mentre la paziente è in attesa di fare le visite consigliate cominciano a comparire artralgie diffuse, malessere generale e febbricola. Di nuovo interpellato il curante non sa porre una diagnosi certa. Come affrontare i dubbi diagnostici? Comunicarli o meno alla paziente? Quale metodologia clinica potrebbe aiutare il medico a gestire una situazione così incerta? Nella prossima pillola la soluzione del caso. Renato Rossi Per approfondire: Rossi RL. Zona d'ombra. Dubbi e incertezze tra pazienti e medicina delle evidenze. Il Pensiero Scientifivo Editore. Roma, 2022. pensiero.it/catalogo/libri/pubblico/zona-d-ombra Collecchia G et al. La diagnosi ritrovata. Le basi del ragionamento clinico. Il Pensiero Scientifico Editore. Roma, 2021. pensiero.it/catalogo/libri/professionisti/la-diagnosi-ritrovata Rossi RL. Metodologia clinica. Una guida pratica. 2023. ilmiolibro.kataweb.it/libro/medicina-e-salute/644007/metodologia-clinica/