Come non commettere errori nel paziente con sintomi inspiegabili

scienze_varie
02-07-2023 06:28 · Letture: 84210
Il paziente con sintomi inspiegabili (MUS = Medically Unexplained Symptoms) può mettere a dura prova le abilitĂ  del medico e talora è in agguato il rischio di commettere degli errori: una lunga storia di sintomi clinicamente inspiegabili può ingannare e si è portati a non prendere in considerazione la possibilitĂ  di una malattia organica oppure a ritenerla molto improbabile. Tuttavia vi sono dei sintomi che non sono di tipo “funzionale”: per esempio il sanguinamento, la perdita non intenzionale di peso o le sudorazioni notturne non sono caratteri tipici dei MUS e devono indirizzare verso la richiesta di accertamenti diagnostici. Allo stesso modo anche sintomi nuovi o che non sono stati recentemente indagati devono essere valutati con attenzione. Uno dei fattori che può portare a un ritardo diagnostico di malattia organica è l’etĂ  del paziente. Per esempio si ritiene che in un paziente giovane sia molto piĂą probabile una genesi funzionale che organica. In realtĂ  va sempre considerata l’eventualitĂ  di un’eccezione: in un soggetto con sintomi di tipo gastrointestinale e familiaritĂ  positiva per cancro del colon la possibilitĂ  di una neoplasia in questo distretto non è trascurabile anche se l’etĂ  non è tipica. Altri fattori che possono portare a una ritardata diagnosi di malattia organica sono fattori legati al paziente che potrebbero spingerlo a non riferire determinati disturbi, la complessitĂ  del quadro clinico oppure un’eccessiva fiducia del medico nelle proprie capacitĂ  diagnostiche (tutti possono sbagliare, anche i medici piĂą competenti e coscienziosi), l’atipicitĂ  del quadro clinico o, ancora, la difficoltĂ  a rilevare un determinato reperto obiettivo. Di seguito alcuni consigli per evitare errori diagnostici  Attenzione ai segni di allarme (red flags)  Eseguire anamnesi ed esame obiettivo accurati  Indagare sintomi nuovi/persistenti (se non indagati recentemente)  In caso di dubbio effettuare un check-up di minima  Considerare che un test negativo potrebbe essere sbagliato (esistono i falsi negativi)  Programmare periodici follow-up  Non considerare mai definitiva una diagnosi di MUS  Suggerire al paziente di richiedere una visita se compaiono sintomi nuovi o se quelli presenti peggiorano  Assicurarsi che il paziente abbia compreso le nostre istruzioni (preferibilmente scritte)  Documentare in cartella il nostro operato ai fini medico-legali Un check-up diagnostico minimo che si può eseguire in un paziente con MUS prevede alcuni esami di laboratorio (emocromocitometrico, VES, PCR, creatinina, funzionalitĂ  epatica, glicemia, TSH, Fattore Reumatoide, ANA, fosfatasi alcalinia, amilasi, lipasi, ferritina, elettroliti, protidogramma). In base al quadro clinico possono essere eseguiti altri accertamenti (per esempio test per celiachia) ed eventualmente esami di imaging. Renato Rossi Per approfondimenti: RL Rossi. Sintomi misteriosi. Viaggio tra corpo e psiche alla ricerca di una cura. Disponibile su: ilmiolibro.kataweb.it/libro/medicina-e-salute/655525/sintomi-misteriosi